Io non รจ Me. Appunti sulla coscienza tra chimica e cosmo

21 Dic 2025|Graffiti

Una sera di qualche anno fa ho conosciuto Matthieu Ricard.

Matthieu Ricard รจ stato definito l’uomo piรน felice del mondo. Biologo e monaco buddhista, รจ stato studiato per 12 anni dagli scienziati dell’Universitร  del Wisconsin. Semplificando, sembra che il suo cervello sia naturalmente predisposto al cosiddetto pensiero positivo, in quanto i valori chimici che regolano la sua attivitร  cerebrale in questo senso sono notevolmente piรน alti della norma (lo studio รจ stato condotto su oltre 250 volontari). Il monaco sostiene che sia solo merito della meditazione, di esercizi che, a suo dire, gli sono particolarmente facili da praticare. Per gli scienziati invece รจ proprio la sua fisiologia a favorirgli la meditazione.

Dopo piรน di 15 anni, la questione di Ricard risulta ancora aperta. รˆ la psicologia che influenza la fisiologia o รจ quest’ultima che influenza il modo di pensare e vivere?

Caliamo questa domanda nella nostra vita di tutti i giorni. Sappiamo che ogni qual volta facciamo un’esperienza o formuliamo un pensiero, anche se consapevolmente irrilevanti, vengono rilasciate sostanze chimiche ed ormoni che innescano reazioni diverse in diverse parti del corpo, nei tessuti e negli organi. Ad esempio, le endorfine sono neurotrasmettitori rilasciati dal cervello capaci di una potente carica analgesica ed eccitante (per la loro funzione, sono generalmente chiamate le “molecole della felicitร ”). Oppure le serotonine, che sono rilasciate dal sistema gastro-intestinale (il cosiddetto “secondo cervello”), hanno grande influenza nel controllo dei comportamenti sessuale e sociale dell’individuo.

Anche gli ormoni influenzano i nostri comportamenti. Ad esempio, alti livelli di ossitocina ci portano ad essere piรน protettivi verso gli altri e maggiormente empatici. Mentre grandi dosi di cortisolo renderanno la nostra sensibilitร  fisica (quella dei cinque sensi) molto piรน percettiva, aumentando di conseguenza anche la capacitร  di reazioni veloci agli stimoli cui siamo sottoposti (per questo motivo, il cortisolo รจ chiamato “l’ormone dello stress”).

Ognuna di queste molecole e ciascuno di questi ormoni (al pari di alcune sostanze psicotropiche, dalle droghe pesanti alla caffeina) influenzano il nostro organismo a livello fisiologico e biologico e di conseguenza influenzano anche i nostri comportamenti, le nostre emozioni e pensieri. Alla base di ciรฒ che generalmente consideriamo afferente unicamente alla sfera psicologica ci sono numerosi fattori biologici.

Tuttavia, le neuroscienze hanno dimostrato ciรฒ che l’antica sapienza aveva compreso millenni fa quando era affermato che “ciรฒ che รจ in basso รจ come ciรฒ che รจ in alto e ciรฒ che รจ in alto รจ come ciรฒ che รจ in basso per fare i miracoli di una sola cosa”. In questa accezione i neuroscienziati affermano che un indirizzamento cosciente del nostro pensiero influisce sulle nostre emozioni e quindi sulla nostra fisiologia e biologia. La catena di azioni e reazioni รจ sempre bidirezionale: la chimica agisce sul pensiero tanto quanto il pensiero agisce sulla chimica.

Il corpo che non ci appartiene

Comprendere la chimica del nostro corpo ci puรฒ aiutare a capire in quale relazione siamo con il cosmo. Infatti, non esiste alcun elemento che costituisce noi stessi che non sia preesistito a noi e, allo stesso modo, che non continuerร  ad esistere anche dopo la nostra morte. Gli atomi di calcio delle molecole delle nostre ossa potrebbero essere vecchi milioni di anni. Li assimiliamo, nel corso della nostra vita, con il cibo o l’acqua e potrebbero aver piรน volte fatto il giro del mondo o addirittura provenire dallo spazio interstellare prima di entrare in noi, per poi riprendere il loro corso. Allo stesso modo gli atomi di ossigeno o di ferro. Siamo fatti principalmente d’acqua, ma il piรน delle volte dimentichiamo cosa questo significhi realmente per noi.

L’intero cosmo condivide con noi un’unica tavola periodica. Ciascun atomo, cosรฌ come l’intero cosmo nel suo insieme, esiste conoscendo perfettamente il funzionamento del tutto, non viola le sue regole, ma anzi contribuisce a renderlo esistente e a perseguire l’ordine che lo regge.

Poichรฉ gli atomi che costituiscono le mie cellule vivono, proprio a causa della continua modificazione delle stesse, in maniera osmotica tra il mio sรฉ fisico e ciรฒ che mi circonda, essi non mi appartengono. Posso dunque affermare che il mio corpo non รจ mio, non lo sarร  mai, non lo รจ mai stato. Eppure, esso mi supporta, con tutti i suoi limiti, nella conoscenza di ciรฒ che esiste.

Cos’รจ dunque ciรฒ che chiamo “io”?

Sarรฒ io forse le mie emozioni? Ma se le emozioni sono il frutto e il ponte tra le mie attivitร  biologiche e i miei pensieri, e se รจ stato dimostrato che il corpo puรฒ influire, attraverso le emozioni, sul pensiero, e viceversa, non posso affermare di essere le mie emozioni. Se il mio corpo non mi appartiene, allo stesso modo non mi appartengono le mie emozioni. Eppure, le sento e le uso quotidianamente per la comprensione di ciรฒ che esiste.

Sono allora io il mio pensiero? So che il mio pensiero puรฒ modificare, indirizzando le emozioni, il mio corpo. Il mio pensiero evolve con gli anni. Il piรน delle volte il mio pensiero รจ influenzato dai ricordi o da pensieri passati. Ho sempre creduto che i miei ricordi non si riferiscano agli eventi che credo di riportare alla memoria, ma solo alle emozioni che quegli eventi hanno scaturito, in maniera piรน o meno cosciente. Potrei affermare che io sono il frutto delle mie emozioni passate. In ogni caso, devo necessariamente riferirmi al mio “Io pensante” presente. Se il mio pensiero presente รจ frutto dei miei pensieri passati, esso non esiste perchรฉ questi ultimi, in quanto passati, non esistono piรน di per sรฉ, ma solo in relazione al presente. Allo stesso modo il discorso vale per i pensieri che riguardano il futuro. I miei pensieri presenti, quali frutto e ponte tra passato e futuro, non possono essere indicati come essenza di io. Eppure mi aiutano a comprendere, nei limiti delle mie capacitร , ciรฒ che esiste.

La distinzione

Corpo, emozioni e pensieri sono dunque solamente strumenti, attraverso i quali รจ possibile indagare ciรฒ che li tiene uniti, ciรฒ che dร  un senso alla loro esistenza. รˆ questo ciรฒ che chiamo “Io”.

Io non รจ nulla di nuovo nell’ordine delle cose. รˆ sempre esistito e continuerร  ad esistere. Eppure io capisco di essere tutto solo dopo aver compreso di non essere nulla.

Io non รจ me. Me รจ il mio corpo presente, la mia emozione presente, il mio pensiero presente.

Me รจ Forma di Sostanza. Ed รจ in divenire. Me รจ veicolo di Conoscenza.

Io, al contrario, รจ Sostanza e Coscienza.

Una tale conclusione illumina la ragione sopra ogni previsione. Il percorso automaticamente si reindirizza: utilizzare “me” per comprendere “Io”. Io, pura Coscienza, utilizza Me per conoscere ciรฒ che esiste.

Per questo motivo chi intraprende un cammino di conoscenza comprende di non essere il fine ultimo del proprio lavoro. Non appartiene a se stesso. Lavora su di sรฉ non per un proprio tornaconto. Il benessere personale, il paradiso terrestre, รจ lo scopo che si prefiggono i religiosi. Chi cerca la conoscenza lavora invece, collettivamente, per il bene e il progresso dell’Umanitร , portando avanti il progetto che ci accomuna.

Perchรฉ nulla gli appartiene. Perchรฉ Esso, Io, รจ tutto.

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Lucia Rocco

Lucia Rocco

Sono Lucia Rocco, classe 1984. Studio come il pensiero si traduce in pratica. Formazione classica, professione ben piรน che contemporanea. Scrivo di filosofia, gestione e cultura per chi cerca strumenti di orientamento, in ambito personale e professionale, non risposte preconfezionate.

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