Seppur sin dalle origini il pensiero filosofico ha avuto a che fare con il Bello, dopo oltre due secoli e mezzo di riflessioni, darne una definizione è estremamente complesso anche perché, come ci ricorda Kant, il Bello è senza concetto e senza scopo.
In questo incontro, intitolato “La salvezza del bello”, rifletteremo insieme sulla bellezza ma, invece di cercarne una improbabile definizione, ci affideremo ancora più intensamente alle nostre sensazioni cercando di “abitare” insieme quell’eterna soglia fra astratto e reale, soggettivo e oggettivo, infinito e finito, apollineo e dionisiaco che da sempre rappresenta il “sentimento del bello”.
Una serata di dialogo e ascolto – lenta, interrogante – guidata da Francesco Paolo Criscuolo, ideatore del progetto.
Tre soglie
- Il Bello come “chiamata”
Nel Cratilo, Platone fa osservare a Socrate come il temineto kalòn(il bello) provenga dal verbokaléinche significa “chiamare”, “convocare a sé”, ma anche “nominare”. Iniziamo da questa chiamata.
- Il Sublime dell’infinito
Oltre le forme, le giuste proporzioni, i perfetti rapporti matematici fra grandezze, le armonie del movimento c’è una bellezza che eccede…un sublime richiamo che ci offre squarci di infinito.
- La ferita del Bello
Karl Jaspers, il filosofo e psicopatologo tedesco, ci ricorda che la perla è pur sempre la ferita della conchiglia. “Senza ferita non ci sono né poesia né arte, e anche il pensiero si accende grazie alla negatività della ferita”(Byung-Chul Han)
Un luogo per fermarsi
Il Campo di Cinabro nasce come esperienza itinerante: un luogo in cui incontrarsi, soffermarsi, dare tempo al pensiero e alla presenza reciproca.
Qui la filosofia non si studia: si abita. È esperienza, corpo, parola che risuona tra le persone.
Anche in questo appuntamento, l’incontro diventerà laboratorio di riflessione collettiva, una comunità temporanea che si forma attorno a una domanda condivisa.
Conduzione dialogica: Francesco Paolo Criscuolo
Ospite musicale: Achille Campanile
Prenotazioni
Francesco · 346 093 5381

